Dinamismo Armonico
Ho cercato a lungo l’armonia attraverso la misura.
Lo studio delle proporzioni, delle relazioni tra suono e colore e delle costruzioni geometriche mi ha condotto ai mandala e al Mandala Dinamico: un percorso nel quale forma e colore rispondevano a rapporti determinati.

Con il tempo ho sentito la necessità di superare quella struttura, di liberare il gesto senza rinunciare alla conoscenza acquisita. Il passaggio alla pittura a olio ha segnato una trasformazione decisiva: la regola ha cessato di organizzare l’opera dall’esterno ed è diventata memoria, sensibilità, misura interiorizzata.
Da questa trasformazione nasce il linguaggio che chiamo Dinamismo Armonico.
Armonico, perché il colore conserva la memoria delle relazioni studiate, anche quando non risponde più a uno schema prestabilito.
Dinamismo, perché la composizione si costruisce attraverso direzioni, tensioni, contrasti, pause e riprese. Stratificazioni, velature e variazioni della materia pittorica danno forma a un movimento che appartiene all’opera stessa.
Dipingo per trasformare il gesto in ritmo e il colore in una forma di misura. Non cerco un equilibrio immobile, ma un’armonia che prende forma nel confronto continuo tra ordine e libertà, tra impulso e costruzione.
Dalla misura al gesto
Prima ho cercato l’armonia attraverso la regola. Poi ho cercato la libertà senza perdere l’armonia.
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